Il controllo direzionale tramite budget si esplica non solo sull’impresa
vista nel suo complesso di funzioni e risorse, ma soprattutto sui segmenti
operativi in cui essa è di fatto suddivisa. Le varie unità organizzative, siano
esse direttamente produttive o di altre aree funzionali, dispongono di certi
poteri decisionali, sviluppano certe attività e devono pervenire ad obiettivi
prefissati, secondo la logica del management by objectives (MBO). Ai fini del
controllo direzionale, si verifica che la suddivisione aziendale e
l’articolazione degli obiettivi in sub-obiettivi sia una necessità per la quale
essi devono muoversi in sintonia tra loro. Inoltre, tali sub-obiettivi
rappresentano, di fatto, le mete, più o meno strette, fissate agli operativi in
sede di budgeting.
E’ allora evidente che nel budgeting è possibile individuare un duplice
processo: uno razionale, che prescinde dalla struttura organizzativa
dell’impresa e che mira ad individuare l’impiego ottimale, in termini economici,
dei fattori produttivi a disposizione dell’impresa stessa, o da questa
acquisibili nel breve periodo, ed uno organizzativo, consistente nei dibattiti
fra organi per la definizione degli obiettivi, nella loro assegnazione a
responsabili e nella valutazione delle loro prestazioni sul fondamento delle
differenze obiettivi-risultati.
Il budget è quindi un vero e proprio “modello economico di riferimento” - come
efficacemente affermano Meyer e Launois -, uno strumento coordinato ed operativo
per dare coesione e razionalità all’azione direzionale nella sua globalità.
Gli elementi fondamentali del processo di budgeting sono numerosi e con
valenze di vario tipo, tra loro reciprocamente intersecantesi. Le principali
condizioni necessarie affinché il budget diventi un reale strumento di
conduzione aziendale sono:
a) l’appoggio e la fiducia della Direzione: indispensabile che i vertici
aziendali siano fermamente convinti della necessità e della validità della
introduzione del budgeting e che ne favoriscono l’implementazione rimuovendo, se
necessario, gli ostacoli che si frappongono alla sua realizzazione operandosi
per assicurare la partecipazione convinta di tutti i livelli di responsabilità;
b) un’adeguata organizzazione: per facilitare il processo di budgeting è
necessario creare una struttura organizzativa, evidenziata da un organigramma
completo, la quale effettui una chiara distribuzione delle responsabilità tra i
vari operatori;
c) la partecipazione ed il coinvolgimento dei dipendenti nelle attività
previsionali: ogni responsabile di centro è tenuto a collaborare con gli altri
responsabili e con la Direzione per sviluppare un piano coordinato di budget; in
altri termini, è necessario che si realizzi un’adeguata e diffusa comunicazione
nell’ambito aziendale che renda possibile l’instaurarsi di una “cultura” di
budget;
d) l’affermazione di una direzione per eccezioni: la Direzione dovrebbe evitare
di esaurirsi nella routine quotidiana, occupandosi solo dell’eccezionale e delle
anomalie;
e) la determinazione di un appropriato sistema di standard: l’interesse per gli
standard consiste nel fatto che essi assegnano un obiettivo da raggiungere, che
può o deve essere realizzato in condizioni normali di funzionamento, o con mezzi
che l’azienda dispone, o con mezzi che è in grado di provvedersi;
f) la flessibilità ed il realismo del sistema di autocontrollo: nonostante i
vincoli organizzativi, non ci si dovrebbe lasciare sfuggire un’ottima
opportunità solo perché non è prevista. L’ottica in cui porsi, quindi, è di
stimolare ed incentivare i responsabili degli obiettivi, astenendosi da forme di
conservatorismo e di irrazionale ottimismo;
g) tempestività dei flussi informativi;
h) analisi degli scostamenti rispetto alle previsioni.
I vantaggi reali che l’approccio budgetario può apportare alla gestione possono delinearsi nei punti seguenti:
Tuttavia, nonostante i molteplici vantaggi che il budget presenta, esso non è comunque uno strumento perfetto. Le principali limitazioni che tale tecnica direzionale presenta sono riconducibili al fatto che:
Spesso oggigiorno anche nella grande azienda la stesura del budget è un processo che non coinvolge in modo adeguato i responsabili delle diverse funzioni aziendali, i dati sono forniti al controller come risultato di una semplice operazione di incremento percentuale del budget dell'anno precedente o dei risultati previsti per l'anno corrente. Ciò porta ad elaborare dati non rispondenti alla realtà aziendale che produrranno obiettivi difficilmente perseguibili, comportando ad esempio da un lato l'assegnazione di budget economici troppo limitati per determinate attività di sviluppo (ad esempio formazione del personale, investimenti in innovazione tecnologica, ricerca & sviluppo) ed eccessivamente generosi per ie attività commerciali e di marketing.